AppUnTi SuLLa LeGGe ScOuT –  di Franco La Ferla

 

  • E' una legge possibile, praticabile, sia per i ragazzi che per ragazze, anche se nella versione originaria di B.-P. c'erano alcune differenze
  • Sono tutti inviti a fare, invece che "divieti, comandi di non fare"
  • E’ scritta in modo semplice, secondo la parlata dei ragazzi

 

La Guida e lo Scout

1. pongono il loro onore nel meritare fiducia

Mantenere la parola data, una scadenza decisa, un appuntamento (puntualità), un impegno preso, essere preparati, rifuggire dall’improvvisazione… e fare di tutto ciò una questione di orgoglio personale, tanto che si possa far dormire sonni tranquilli a chi conta su di noi.

Doti rare oggi, sulle quali vale la pena di perseverare, cioè di dedicare uno sforzo anche maggiore di quanto sia normalmente preteso.

Fra il fare stancamente una cosa che bisogna comunque fare e farla ponendo il proprio onore nel meritare fiducia, c'è una differenza di impegno abbastanza ridotta. Ma il risultato finale, sia come soddisfazione intima nostra, sia come apprezzamento degli altri, è enormemente più elevato. Non si capisce dunque perché rinunciare. Alla frase "Ma chi te lo fa fare" bisogna incominciare a riflettere che una risposta sensata è, semplicemente, "Proprio io".

La divisa scout, senza mimetismi, per essere riconoscibili e utili quando serve: se non proprio nel caso del cavallo imbizzarrito (cfr. le vignette di B.P.!…), certamente in casi minori (almeno per fare attraversare la strada alle vecchine!) fino alle situazioni di protezione civile nelle calamità naturali.

 

2. sono leali

Riguarda la relazione con sé e con gli altri (chiunque). Con sé: accettare i propri limiti senza crogiolarvisi. Con gli altri: in particolare con i nemici/avversari (almeno quelli con cui si gioca...).

C'è in genere una marcata tendenza (soprattutto sul lavoro) a rifuggire da frasi come "Ho sbagliato - Non ho capito - Non ho fatto a tempo a finire quanto mi ero impegnato a fare - Non sono capace - ecc. ". E' sempre più comodo insomma salvare la faccia e dare la colpa al "Governo ladro".

Eppure frasi come le precedenti, subito seguite da un "… ma non dovrebbe più succedere - mi basta in genere battere il naso una sola volta - dovrei farcela a recuperare - adesso trovo chi mi insegna - ecc." (intrecciate cioè con quell'orgoglio personale derivante dal 1° articolo della nostra Legge), consentirebbero di giocare sempre lealmente il proprio gioco.

Lealtà del resto abbastanza facile, quando riguarda noi stessi. Più agevole cioè di quando ci si trova invece nella situazione di dover dire apertamente ad altri che hanno sbagliato, non hanno capito, non hanno mantenuto il loro impegno, ecc. Per non parlare della difficoltà di quando questi altri sono nostri "superiori". Vale in tutti i casi la regola che, se non siamo capaci a dire all'interessato quando va detto, è doveroso tacere con gli altri, per non cadere nel puro sfogo del pettegolezzo.

Saper parlare (ho/hai sbagliato), ma anche saper tacere: dalla sincerità (dico quello che penso) alla verità (penso a quello che dico, perché mi preme dire quello che è vero e, nel dubbio, posso anche per il momento tacere).

 

3. si rendono utili e aiutano gli altri

  • saper fare: competenza, paziente costruzione di abilità personali

  • tempo per gli altri (dormendo il giusto, nelle ore giuste)
  • "eccomi" (meglio di "che c’è? arrivo! un momento…)
  • pollice su mignolo nel saluto scout (il forte protegge il debole)

 

4. sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout

  • il 5% di buono/divertente/sorprendente che c’è in ogni persona
  • i fratelli possono anche essere meno gradevoli degli amici, ma il legame resta incorruttibile
  • andare oltre le prevenzioni (di religione, classe sociale, nazionalità): studiare, cercare di andare in profondità, non accontentarsi delle notizie giornalistiche
  • voler capire le intelligenti motivazioni di chi è in disaccordo con noi

 

5. sono cortesi

  • gentilezza, ospitalità, stile, affabilità, disponibilità, pazienza, gratuità

  • per spinta interiore; ma anche per buona educazione, buone maniere, galateo: con l'idea che diventi poi abituale (interiore) e che serva di esempio ad altri
  • sono cortesi… e cavallereschi: anche fra uomini e fra donne… ("grazie, dopo di te; ti serve aiuto? lascia, faccio io");
  • si può discutere senza alzare il tono di voce, ascoltando le reciproche argomentazioni, senza interrompere chi parla
  • dividere il cibo, far assaggiare ciò che ci piace di più

 

6. amano e rispettano la natura

  • si possono amare solo i propri simili: per questo si tende ad amare solo gli animali domestici che accettano di (obblighiamo ad) assomigliarci, di parlare la nostra lingua; non così i terremoti, le zanzare, i virus letali...
  • rispettare le leggi di natura, dunque anche l'evoluzione biologica/culturale dell'uomo che lo rende capace di dominio, di leggi migliori di quelle naturali (solidarietà vs legge della giungla);
  • no al ritorno alla natura: sarebbe contro natura
  • siamo parte della natura, fra compagni di lode al Creatore
  • continuatori della creazione? perchè Dio avrebbe avuto bisogno di noi? ad immagine sua per amore...
  • essere buoni amministratori
  • riformulare l'articolo: in senso teologico ("cantano la lode con la/nella creazione"); in senso ecologico ("si sentono parte dell'ambiente")
  • adattare l'ambiente a sé ed anche se stessi all'ambiente nella vita all'aria aperta, usando pochi mezzi (gli angoli di squadriglia; l'hyke; il fuoco di campo; la route con l'aiuto della carta topografica; insomma, lo scouting rispettoso dell’ambiente)
  • il rispetto del proprio corpo: nutrirsi bene, dormire il (sonno del) giusto, evitare abitudini nocive (fumo, alcol, droghe); essere forti per essere utili
  • conoscere l’ambiente che ci circonda nei suoi dettagli: il riconoscere è il passaporto per l’incanto, lo stupore, il rispetto, la contemplazione, la pace

 

7. sanno ubbidire

  • l'obbedienza è una virtù da coltivare; è una delle caratteristiche dell’uomo e della donna di carattere che ragionano con la propria testa: per sapere poi anche disobbedire a viso aperto, con lealtà
  • l'obbedienza è un esercizio di libertà: scelta continua delle regole da rispettare (non c'è scelta se poi in realtà non si sa obbedire alla scelta fatta (con possibilità di ricredersi: coerenza vs verità)
  • l'obbedienza è propria della condizione umana: intenzionalità dell'uomo, coerenza/obbedienza a scelte anteriori, ad una fede (= visione della vita da cui deduco un comportamento)
  • obbedire/disobbedire a qualunque costo/prezzo? anche a costo della vita?
  • "chi perde la mia vita per me..." vs compromesso
  • qualche volta occorre saper ubbidire anche se non fa piacere, ma è richiesto da altri valori (lealtà, fedeltà, mantenimento della parola data, ecc.)

 

8. sorridono e cantano anche nelle difficoltà

  • gli scout fischiettano e le guide cantano...
  • è un invito a seguire la lirica If di R. Kipling ("Se riesci a mantenere la calma quando tutti attorno a te la stanno perdendo...") e ad imitare lo humour britannico (Phileas Fogg); ma per i passionali latini?
    • o si ha un carattere buono, gioviale ottimistico
    • o si tempera la nostra sincera irritabilità con una vera buona educazione
    • o ci si ricorda che non si deve togliere spazio/tempo alla gioia quotidiana di lodare Dio ("Qual è la buona notizia?)
  • dominio di noi stessi; atteggiamento positivo nei confronti della vita; ma ottimismo non idiota, con i piedi per terra: 11° articolo: Lo Scout non è uno sciocco"

 

9. sono laboriosi ed economi

  • nel senso del gratuito: "Ma chi te lo fa fare, perché lo fai? Perché mi piace; perché è bello; perché me lo hanno chiesto"

  • nel senso del bene comune: risparmio delle risorse (raccolte carta anche se non rendono più come una volta...)
  • puntare sull'autofinanziamento, come gruppo e come associazione (ma è forte oggi la tentazione di fruire di finanziamenti di varie origine, ai quali peraltro si avrebbe legittimamente diritto)
  • vivere senza il superfluo: austerità e semplicità che semplifica la vita
  • sperimentare la solidarietà (locale e mondiale)
  • parlare, ma anche tacere, se non serve parlare (le verifiche di comunità…); poco ma bene ("sì, sì; no, no"); sintetizzare, non rifuggendo da slogan intelligenti (sull'esempio di B.-P.: C'è sempre almeno il 5% di buono/divertente in ognuno - La vera felicità consiste nel fare quella degli altri)

 

10. sono puri di pensieri, parole ed azioni

  • beati i puri di cuore (… candidi come colombe e astuti come serpenti??)
  • contro le "dietrologie" (nell’ascoltare gli altri e nel parlare agli altri)
  • le parole sono pietre e possono ferire; la verità rende liberi
  • il corpo come tempio

24.1.2002